Le calle e l’acquedotto

Calle

Orecchie protese ad interpretare i messaggi portati dal vento.

Protendo il mio orecchio destro alla ricerca del mio nome urlato dal passato, chiudo il sinistro per concentrarmi al meglio.

Mi affido ai ricordi per sentire un fremito lungo la schiena.

Questo presente è un vento muto e freddo.

Ricordo

Zibibbo

È uno dei pochi ricordi di mio padre. Feci un viaggio in Sicilia con lui. Avevo 12 anni, credo. Era un viaggio di lavoro. Mi chiese di aiutarlo a scegliere dei vini da portare a casa. Bellissima quella cantina con botti grandi, un odore intenso di vinacce misto alle muffe. Tra tutti mi rimase impresso lo zibibbo. Ho amato il nome e il profumo. Più che assaggiarli, io i vini li annusai tutti e lo zibibbo fece breccia nel mio cuore. Il suo profumo mi fa sentire bene. Portammo a casa lo zibibbo e mi sentii importante. Avevo scelto io e la mia scelta era stata apprezzata. Che evento straordinario!

Si vive di piccole cose! Ora lo Zibibbo lo bevo e mi fa sentire a casa. Una casa che è dentro di me, ovunque vada.

Sguardi-14

Circondata da una intensa aura dorata suona il daf con gli occhi chiusi. Totalmente partecipe delle vibrazioni che sta creando, la figlia del sole esprime se stessa senza riserve.

Tra spezie, ricordi, progetti, incensi, maestri lontani e maestri vicini, iran, italia, armenia, india, e una parola ripetuta con slancio Amore amore amore per tutti. (Sintesi non esaustiva di un incontro arricchente.)

La massa si distende

L’impasto per le crescentine si distende sotto la mia mano dolorante. Dirigo la mia attenzione verso i ricordi per distrarmi e vedo le mani di mia nonna che impastano sapientemente con gesti sicuri. Le sue mani era sempre calde e la massa si arrendeva facilmente a quella piacevolezza. L’ho osservata con amore molte volte mentre impastava e ora la ritrovo in ogni mio gesto.

Guarirò prima di lievitare anche io. Promesso.