Notte chiara

È una sera di primavera fredda e chiara. Trovo un angolo di bellezza. Lo guardo ma si sovrappongono numerosissime immagini che mi sono rimaste impresse dei numerosi video di attualità guardati stamani. Niente di bello. Faccio uno scatto , lo guardo e lo riguarderò fino a farne l’unica immagine utile per i miei sogni. Buonanotte.

Era maggio 2018

Ho bisogno di riempire di verde i miei occhi.

Scelgo questa foto per saturare la mia vista e tornare con la memoria a quel momento esatto in cui il mio presente era dilatato intorno alla mia intera esistenza e mi abbracciava dolcemente . Senza passato e senza futuro eppure con tutte le conseguenze di entrambi compenetrate nel mio respiro. Quanto vorrei saper scrivere poesie per esprimere tutto questo!

Intanto sto qui e lì fino a quando non sentirò più i confini delle mie percezioni.

Nella macchia

Singolare e plurale

Per la prima volta ho camminato lungo un sentiero nella macchia tracciato dai cavalli . È un atto di fiducia nel loro istinto ed è stato ben riposto.

Un cinghialotto si è spaventato, poverino. Non si aspettava certo di vederci. È corso via in un lampo.

Le calle e l’acquedotto

Calle

Orecchie protese ad interpretare i messaggi portati dal vento.

Protendo il mio orecchio destro alla ricerca del mio nome urlato dal passato, chiudo il sinistro per concentrarmi al meglio.

Mi affido ai ricordi per sentire un fremito lungo la schiena.

Questo presente è un vento muto e freddo.