È nato nu criature

La bellezza di oggi sta nella notizia di un parto andato bene. Mamma e bimbo stanno bene. Lei è stanca ma felice. Lui si chiama Michele. Inutile dirlo, è bellissimo.

Quando lei era piccola chiese a sua madre “mamma, dimmi la verità, io stavo nella pancia di lalla quando sono nata!” Un dubbio che le nasceva dal forte amore che io provavo per lei e che lei sentiva bene. Ho trascorso ore bellissime in sua compagnia. Intelligente e ironica. In un certo senso mi sento nonna, per la seconda volta (Michele ha una sorellina). Mi sento nonna e non lo sono e non li vivo, non insegno loro nulla. Siamo lontani.

Sono felice e sono triste. È un momento di sottile sublimità. Gioiosa e nostalgica, con gli occhi umidi e il sorriso sulle labbra.

Sono due bambini fortunati perché lei e speciale e mi illudo che nella dolcezza con cui insegna loro a crescere ci sia un po’ dell’amore che io ho donato a lei.

E allora si festeggia con un bel gelato e un film romantico per lasciar scendere le lacrime consolandosi un po’. Domani è un altro giorno.

Porta

Nientità

Abbiamo un privilegio rispetto agli altri animali, sappiamo comunicare attraverso un linguaggio verbale complesso. Alcuni sono consapevoli di fare delle scelte tra i lemmi, alcuni non sanno nemmeno di farlo o di poterlo fare. Scegliere.

Nientità è una delle mie parole preferite. Ho bisogno di scriverla, di vederla, di sentirla.

Questa volta è sulla porta del mio studiolo e dietro quella porta ci sono libri, il tutto.

Ecco, la mia essenza ruota intorno a questo.

“E tu, che lemma scegli ? “

Frammenti

La lampada è andata in pezzi durante il trasloco.

La conservo in una scatola.

Oggi ne ho preso un pezzo ne ho fatto un anello.

Voglio ricordare la felicità del momento in cui mi è stata donata, voglio ricordare la mia sorpresa per una scelta così aderente al mio gusto. Voglio ricordare il calore e la luce che ha dato per anni alle mie notti e ai miei pensieri.

Una parte per il tutto. Tutto il buono che c’era.

Fare di frammenti un intero.

Sogno ad occhi aperti

Quei due alberi stanno lì nel mezzo del fragore delle cascate a godere del sole. Affaticati viandanti li possono osservare dall’alto e poi dal basso senza poterli toccare. Hanno catturato la mia attenzione quasi più del fico che sta poco più su.

Avrei voluto nascondermi tra i suoi rami a godere del fresco che arriva dalla grotta di Nettuno lì sulla sinistra.

Ho incontrato figure scolpite dal tempo scoprendo di potermi innamorare molte volte in un’ora

Ho visto forme morbide addomesticate dall’acqua

e un imprevedibile pezzo d’arte degno di un museo d’arte contemporanea

Il giardino impossibile.

Ero al ParcoVilla Gregoriana di Tivoli ieri e questo è parte di ciò che visto. In rete troverete facilmente foto più descrittive e accurate delle mie e vi invito a cercarle.

È un percorso straordinario gestito dal FAI.

https://www.fondoambiente.it

Torno presto, è una promessa.

Sguardi-7

Hanno superato i 90 anni entrambi. Hanno corpi esili e curvi con occhi opachi sovraccarichi di ricordi. Seduti sulla panchina si tengono per mano. Lui le dice “canta per me” e lei intona vecchi canti locali. Sembrano aver trovato il centro della loro vita molto tempo fa, insieme.