10 ottobre

Buon compleanno.

I miei ricordi si sovrappongono uno all’altro. Sono blu e a tratti un po’ sbiaditi. Le nostre sensibilità troppo prudenti e quella connessione metafisica mai approfondita hanno creato uno spazio inviolabile dentro di me. Nulla è pari a quell’emozione. Ovunque io sia, il sentir pronunciare questa data apre d’incanto la mia stanza segreta. Sono lì adesso e queste sono le pareti che ho pensato per te. Auguri Ghiu!

Tu

Tu

Quel che resta di un poster

Il tempo del Vecchio West non finisce mai. C’è sempre gente pronta a puntare il dito per motivi diversi. La caccia alle streghe e similia.

E poi ci sono io che punto il dito per dire altro:

Hei tu, diamante grezzo, conosciti, cresci, non giudicare, accogli, cambia, sorridi ogni volta che scorgi il tuo volto in uno specchio, soffri, cerca, ascolta il battito del tuo cuore, resisti, abbandonati, respira, parlami.

Tu, sorprenditi!

È nato nu criature

La bellezza di oggi sta nella notizia di un parto andato bene. Mamma e bimbo stanno bene. Lei è stanca ma felice. Lui si chiama Michele. Inutile dirlo, è bellissimo.

Quando lei era piccola chiese a sua madre “mamma, dimmi la verità, io stavo nella pancia di lalla quando sono nata!” Un dubbio che le nasceva dal forte amore che io provavo per lei e che lei sentiva bene. Ho trascorso ore bellissime in sua compagnia. Intelligente e ironica. In un certo senso mi sento nonna, per la seconda volta (Michele ha una sorellina). Mi sento nonna e non lo sono e non li vivo, non insegno loro nulla. Siamo lontani.

Sono felice e sono triste. È un momento di sottile sublimità. Gioiosa e nostalgica, con gli occhi umidi e il sorriso sulle labbra.

Sono due bambini fortunati perché lei e speciale e mi illudo che nella dolcezza con cui insegna loro a crescere ci sia un po’ dell’amore che io ho donato a lei.

E allora si festeggia con un bel gelato e un film romantico per lasciar scendere le lacrime consolandosi un po’. Domani è un altro giorno.