Villa d’Este

Essere accolti da una scultura di Igor Mitoraj è un ottimo inizio.

E io l’ho osservata a lungo perché Mitoraj mi emoziona.

Mi guardo intorno ed è tutto piacevole ma da subito sono stata attratta dai cipressi secolari disposti in cerchio dietro le vasche.

Gli alberi sono opere d’arte viventi.

E ne ho trovato un altro, eccezionale.

E me ne sono innamorata.

Per info serie su Villa d’Este di Tivoli consultate Wikipedia, grazie.

Grazie ad Ilaria che mi ha invitata a visitare questo luogo dove ritornare insieme al bellissimo Tobi che vi presento subito

Bonsai, mon amour.

In sintesi

Arriva tra me mie mani un ficus ginseng pachira innestato e trascurato.

È un regalo gradito. Mi somiglia.

Ha radici acquisite e una fragilità innata.

Radici e ramo sembrano alleati collaborativi . Di certo sul monte Fuji sarebbe stata un’altra vita, e invece gli tocca restare piccolo in Italia.

Già lo amo questo strano essere dalla storia complicata.

Ribadisco, mi somiglia. Io l’alba dalla vetta del monte Fuji vorrei vederla almeno una volta nella vita.

Sono quasi certa che resterà un sogno, mio e suo.

Questa storia meriterebbe almeno 500 parole in più ma stasera non ne ho. Mi metto a dormire per sognare il monte Fuji e i paesaggi di Hiroshige.