Notte chiara

È una sera di primavera fredda e chiara. Trovo un angolo di bellezza. Lo guardo ma si sovrappongono numerosissime immagini che mi sono rimaste impresse dei numerosi video di attualità guardati stamani. Niente di bello. Faccio uno scatto , lo guardo e lo riguarderò fino a farne l’unica immagine utile per i miei sogni. Buonanotte.

Astratto fatto ieri

Passano almeno 10 anni prima di usare i materiali che ho in casa. Sono fatta così. Della tela pronta per essere dipinta mi è stata regalata credo 15 anni fa da una amica artista, una di quelle vere, di quelle con talento, Tonia Copertino. È rimasta arrotolata sotto i miei occhi in tutti questi anni. Da quando lei è morta più di un anno fa ho pensato costantemente ad utilizzarla. Un amico mi ha costruito il telaio e finalmente ho dato una definizione alla speranza di Tonia che io ne facessi buon uso. Ed ecco qui acrilico, smalto, tempera e persino spessori di schiuma tra il telaio e la tela.

Non l’ho ancora osservato per bene. Lo farò con calma. Ma eccolo qui. Cara Tonia scusa se ci ho messo tanto a dirti grazie. Di tutto. Grazie.

Era maggio 2018

Ho bisogno di riempire di verde i miei occhi.

Scelgo questa foto per saturare la mia vista e tornare con la memoria a quel momento esatto in cui il mio presente era dilatato intorno alla mia intera esistenza e mi abbracciava dolcemente . Senza passato e senza futuro eppure con tutte le conseguenze di entrambi compenetrate nel mio respiro. Quanto vorrei saper scrivere poesie per esprimere tutto questo!

Intanto sto qui e lì fino a quando non sentirò più i confini delle mie percezioni.

Nostalgia

Fotogramma di un video visto online, scaricato da me in uno screenshot e modificato . Ergo non è uno scatto mio, questa volta.

Nostalgia marina

Sentire la salsedine sulla pelle abbronzata.

Avere le lacrime salate quanto il mare.

Fare il morto a galla mentre piove.

E tenere la bocca aperta per sentire la dolcezza della pioggia.

Cercare le barche sul filo dell’orizzonte.

Osservare quanto tempo ci mettono ad attraversare il mio campo visivo.

Stupirsi della presenza delle libellule.

Restare immobile per ore per condividere con i granchi uno scoglio e l’alba.

Tenere tra le dita le alghe .

Lasciarsi accarezzare dal vento.