L. A . Ovvero Lalla ovvero me

L

È la lettera del librarsi e liberarsi, della lucidità davanti al dolore.

È il liquido allontanarsi del linguaggio verso la lingua dei folli che ci slega.

È la lettera letta lentamente dall’inizio alla fine.

A

È la lettera dello stupore, la vocale che fa schiudere le labbra.

Quella del respiro e del sollievo.

Così araldica. Una torre sbarrata, un triangolo dalla base vuota.

Di Antonella Anedda da Il catalogo della gioia. Ed. Donzelli Poesia


Sono Lalla e dunque mi libro e respiro il lucido sollievo dal dolore, slegata e stupita. Lentamente svuotata. Libera.

le ultime piogge

044-COLLAGEQueste ultime piogge ci regalano la possibilità di ascoltare scrosci fragorosi. Allora sento il bisogno di andare a godere del canto dell’acqua prima che l’estate arrivi ad asciugare tutto, comprese le nostre ossa.

Sta per piovere ancora e io sorrido pensando alla passeggiata che farò  domani.

 

 

 

Abbandono italiano

Abbandono italiano.

Mi hanno regalato una storia ieri.

“In questa casa passavamo l’estate ed eravamo 19 persone in due stanze.Era meraviglioso condividere il sonno e ogni ora della giornata. Avevamo poco ma avevamo tutto per essere spensierati. Poi siamo cresciuti e ci siamo persi. È tutto cambiato”.

Una nostalgia forte di un tempo in cui queste caffettiere  borbottavano allegramente e che sono state abbandonate con delicatezza. Portare via da una casa le caffettiere, forse, sarebbe stato come dichiarare  il fatto che non sarebbero più servite lì. Un abbandono mai interiorizzato.