L. A . Ovvero Lalla ovvero me

L

È la lettera del librarsi e liberarsi, della lucidità davanti al dolore.

È il liquido allontanarsi del linguaggio verso la lingua dei folli che ci slega.

È la lettera letta lentamente dall’inizio alla fine.

A

È la lettera dello stupore, la vocale che fa schiudere le labbra.

Quella del respiro e del sollievo.

Così araldica. Una torre sbarrata, un triangolo dalla base vuota.

Di Antonella Anedda da Il catalogo della gioia. Ed. Donzelli Poesia


Sono Lalla e dunque mi libro e respiro il lucido sollievo dal dolore, slegata e stupita. Lentamente svuotata. Libera.

Leggo

Ieri ho letto Finestre. Era da un tempo interminabile che non leggevo con piacere. Ho visto un documentario Rai su Etgar e ho provato una simpatia immediata per quest’uomo.

Ho scelto un primo ebook, Finestre. Mi è piaciuto e mi ha fatto pensare.

Se potessi scegliere cosa guardare dalle mie finestre cosa sceglierei? Da una l’area degli arrivi in aeroporto, da un’altra il mare e le scogliere scozzesi, e dalla terza vorrei guardare un gruppo di artisti a lavoro.

Torno a leggere. Grazie Etgar.

Cagliari-New York e non solo

Una notte in piacevole compagnia la mia. La scrittura della Agus mi ha conquistata leggendo Mentre dorme il pescecane e mi è sempre piaciuta. È uno dei miei appuntamenti letterari fissi, di quelli che mi fanno uscire dalla pigrizia. Per fortuna posso approfittare dell’immediatezza dello scaricare un libro dalla rete quando voglio. 

Renée 

Mi piacerebbe sapere quante Renée esistono adesso, in questo istante.

Che libri stanno leggendo oggi? 

Come si sono  imbattute in questo post ?

Non potrò saperlo,perché  chi vive nascosto è  fedele al proprio silenzio.

Il libro usato

Ho acquistato un libro usato in perfette condizioni.


È  in perfette condizioni perché sembra non sia stato mai aperto. Tranne nella prima pagina. Lo apro e c’è una dedica

Sei l’unico che si preoccupi per me! Grazie e buon Natale. 

Una faccina sorridente al posto della firma. Niente altro.

Una faccina che mi fa pensare ad una giovane donna.

Dell’essere capace di empatia nemmeno il nome e non credo che fosse così sensibile visto che non ha conservato il libro, non lo ha nemmeno letto.

Un libro usato non usato

Due persone senza nome

Una preoccupazione disattesa.

Uno scrittore sarebbe capace di farne un romanzo.