Sogno ad occhi aperti

Dove la Natura s’impone, nelle rocce, nelle acque, nella forza del vento, dove la volontà che ordina non si è ancora imposta o forse neanche può aspirare a farlo, là è il Losfeld”. Chi è l’uomo moderno? Un essere che fa della ricchezza del sé e della consapevolezza la sua forza o viceversa un debole che vive di veti incrociati, censure e cesure, blocchi? La risposta è forse nel Losfeld. ‘Losfeld’ è un termine fiammingo che evoca l’immagine di una natura incontaminata, di un luogo di “assoluta selvatichezza”. Ma Losfeld, nell’accezione di Borla e Foppiani, non è solo un luogo selvaggio, perché anche in paesaggi urbani possiamo trovare isole nelle quali la smania pianificatrice dell’umano si fa meno pressante e non più efficace. E non è solo un luogo (o un non-luogo), perché può essere anche un tempo (o un non-tempo), uno stato dell’anima, una parentesi, una terra di nessuno che si fa sogno, sospensione dell’incredulità. Qui vive il Waldgänger, l’uomo liberato dai vincoli, e qui danza Dioniso, il dio senza freni…

https://www.mangialibri.com/losfeld-la-terra-del-dio-che-danza.

Era maggio 2018

Ho bisogno di riempire di verde i miei occhi.

Scelgo questa foto per saturare la mia vista e tornare con la memoria a quel momento esatto in cui il mio presente era dilatato intorno alla mia intera esistenza e mi abbracciava dolcemente . Senza passato e senza futuro eppure con tutte le conseguenze di entrambi compenetrate nel mio respiro. Quanto vorrei saper scrivere poesie per esprimere tutto questo!

Intanto sto qui e lì fino a quando non sentirò più i confini delle mie percezioni.

Nostalgia

Fotogramma di un video visto online, scaricato da me in uno screenshot e modificato . Ergo non è uno scatto mio, questa volta.

Nostalgia marina

Sentire la salsedine sulla pelle abbronzata.

Avere le lacrime salate quanto il mare.

Fare il morto a galla mentre piove.

E tenere la bocca aperta per sentire la dolcezza della pioggia.

Cercare le barche sul filo dell’orizzonte.

Osservare quanto tempo ci mettono ad attraversare il mio campo visivo.

Stupirsi della presenza delle libellule.

Restare immobile per ore per condividere con i granchi uno scoglio e l’alba.

Tenere tra le dita le alghe .

Lasciarsi accarezzare dal vento.

Ruggine e non solo

La magia della ruggine.

I pensieri ricorrenti che affollano da sempre la mia mente disordinata assomigliano a questi fogli ondulati consumati dal tempo. Scoloriti ma ancora solidi.

Provo un ventaglio di emozioni che vanno dal fastidio per la loro persistenza e la tenerezza . Ci affezioniamo a qualsiasi cosa a cui ci abituiamo , anche quelle esasperanti, se non riusciamo a liberarcene, vero?

Autoritratto con ruggine.