Bonsai, mon amour.

In sintesi

Arriva tra me mie mani un ficus ginseng pachira innestato e trascurato.

È un regalo gradito. Mi somiglia.

Ha radici acquisite e una fragilità innata.

Radici e ramo sembrano alleati collaborativi . Di certo sul monte Fuji sarebbe stata un’altra vita, e invece gli tocca restare piccolo in Italia.

Già lo amo questo strano essere dalla storia complicata.

Ribadisco, mi somiglia. Io l’alba dalla vetta del monte Fuji vorrei vederla almeno una volta nella vita.

Sono quasi certa che resterà un sogno, mio e suo.

Questa storia meriterebbe almeno 500 parole in più ma stasera non ne ho. Mi metto a dormire per sognare il monte Fuji e i paesaggi di Hiroshige.

Pensiero pesante

Quante persone soffrono di anoressia intellettuale intorno a me?

Io ne ho sofferto e per fortuna è durata poco: mi rifiutavo di leggere e assimilare nuove parole, concetti, idee. Mi sembrava inutile.

La curiosità mi ha salvata. In effetti è durata pochissimo.

Mi ritrovo a constatare che molte persone ne soffrono inconsapevolmente. Ho timore a fare la conta. E guai a stimolarlo, ti tacciano di saccenza.

Non sanno quanto sia divertente scambiarsi le ultime scoperte iniziando con “Ma lo sai che…?

Ma tu sai che l’anoressia intellettuale è diffusissima?

Human

Umano. State guardando il profilo di un essere umano speciale.

Matto. Lui ha scelto me come Zia. La Zia.

Geniale. Lui non ha detto o fatto qualcosa che potesse ferirmi. E io sono ipersensibile. Ha talento.

Positivo. Andiamo li? Vediamo questo e quello? Dice Si con entusiasmo.

E io sono una zia orgogliosa, divertita e grata.

E la vita va.

Grazie

E poi ti titrovi nel caos cittadino ad incontrare anime belle, una che ti sorride ringraziandoti dell’attenzione ricevuta e ti dice” mi ha fatto piacere parlarti, ci ritroveremo” e l’altra che ti sorride da lontano perché anche se non ti vede da tempo ti riconosce all’istante.

Grazie a voi

Sogno ad occhi aperti

Quei due alberi stanno lì nel mezzo del fragore delle cascate a godere del sole. Affaticati viandanti li possono osservare dall’alto e poi dal basso senza poterli toccare. Hanno catturato la mia attenzione quasi più del fico che sta poco più su.

Avrei voluto nascondermi tra i suoi rami a godere del fresco che arriva dalla grotta di Nettuno lì sulla sinistra.

Ho incontrato figure scolpite dal tempo scoprendo di potermi innamorare molte volte in un’ora

Ho visto forme morbide addomesticate dall’acqua

e un imprevedibile pezzo d’arte degno di un museo d’arte contemporanea

Il giardino impossibile.

Ero al ParcoVilla Gregoriana di Tivoli ieri e questo è parte di ciò che visto. In rete troverete facilmente foto più descrittive e accurate delle mie e vi invito a cercarle.

È un percorso straordinario gestito dal FAI.

https://www.fondoambiente.it

Torno presto, è una promessa.