Una foto tra tante

Capita di imbattersi in una foto per caso e di desiderare di guardarla a lungo. Non so esattamente perché mi abbia colpito tanto. Forse perché amo il vento tra i capelli o perché ho molti ricordi legati alle motociclette. Forse mi sono immedesimata in questa tensione che si percepisce bene nella postura di quest’uomo. Tende verso la vittoria e sembra molto concentrato. I sanpietrini raccontano che si tratta di una gara svolta a Roma o dintorni. Non smetto di guardarla. Chissà chi lo stava aspettando all’arrivo. Chissà quanta emozione ha provato. Era lungo o breve il percorso? Quanta strada hanno fatto insieme? Quanta aria hanno tagliato insieme?

Chi è questo giovane?

Resto con le mie domande che non avranno risposte, chiudo gli occhi e sento il vento sulla pelle, il rumore del motore e il sole che mi invita a seguirlo. Canto, canto sempre e solo mentre vado in moto. E sono felice. Ecco il potere delle immagini.

È nato nu criature

La bellezza di oggi sta nella notizia di un parto andato bene. Mamma e bimbo stanno bene. Lei è stanca ma felice. Lui si chiama Michele. Inutile dirlo, è bellissimo.

Quando lei era piccola chiese a sua madre “mamma, dimmi la verità, io stavo nella pancia di lalla quando sono nata!” Un dubbio che le nasceva dal forte amore che io provavo per lei e che lei sentiva bene. Ho trascorso ore bellissime in sua compagnia. Intelligente e ironica. In un certo senso mi sento nonna, per la seconda volta (Michele ha una sorellina). Mi sento nonna e non lo sono e non li vivo, non insegno loro nulla. Siamo lontani.

Sono felice e sono triste. È un momento di sottile sublimità. Gioiosa e nostalgica, con gli occhi umidi e il sorriso sulle labbra.

Sono due bambini fortunati perché lei e speciale e mi illudo che nella dolcezza con cui insegna loro a crescere ci sia un po’ dell’amore che io ho donato a lei.

E allora si festeggia con un bel gelato e un film romantico per lasciar scendere le lacrime consolandosi un po’. Domani è un altro giorno.

Vetiver

Ne sentivo il profumo abbracciando mio nonno e in tutta la camera da letto, era il vetiver che si univa al profumo di lavanda muovendosi verso la sala da bagno attigua.

Da anni uso il vetiver e l’arancia dolce per la mia camera da letto. È il mio comfort smell. Mi sento abbracciata e amata. I profumi del cuore.

Ovviamente la lavanda è in bagno, nei saponi e nei bagni coi sali di Epsom, perché il relax va preso seriamente.

Gli oli essenziali sono i miei alleati preziosi; ho una lista dei miei preferiti ed è lunga. Un olio per ogni occasione, per ogni necessità del corpo e dell’anima. Miscele composte ad hoc per me e per chi mi sta intorno, perché io ne sono così entusiasta da regalarle a chi capita a tiro. Mi basta che uno solo si accorga del prezioso dono che ha ricevuto per cancellare le facce scettiche dei più. Missione compiuta. Oggi penso a me col vetiver per sonni dolci, e la rosa per un’acqua per il corpo.

La felicità sta nei sensi, non solo nella mente e nel cuore.