Foto di repertorio

Aprile 2009 una bella giornata calda. Era il 13 ed era pasquetta.
Ho camminato tra i turisti per tutto centro da san Giovanni in Laterano fino al laghetto di Villa Borghese.
Ho percorso la scalinata in fretta per raggiungere la chiesa e guardare Via dei Condotti dall’alto. Eccola per voi. È uno scatto frettoloso come mia pessima abitudine. Non sono mai riuscita ad aspettare il momento migliore per scattare una foto o soffermata a trovare le parole giuste per dire qualcosa. Lo faccio e basta.
Avrei voluto essere una turista nella mia città anche quest’anno. Sfiorare migliaia di persone sconosciute che camminano col naso all’insù per le bellezze da guardare o collo sguardo nelle vetrine dei negozi sempre più scintillanti e accattivanti. Gente assorta con un gelato in mano e il sorriso appena accennato.
Sarebbe bello che qualcuno si riconoscesse in questo scatto.
È ora di alzarsi adesso, c’è molto da fare per sopportare la quarantena in solitudine. Buona giornata.

Ricordo

Era il 24 marzo 2016.
Ho camminato molto quel giorno. Mi piace sentirmi una turista nella mia città. Cammino e osservo. Sguardi meravigliati e sguardi disattenti sotto lo stesso cielo.
C’era un cielo inquieto in quel primo pomeriggio di marzo e molti passi si fecero veloci in pochi istanti.
Io, lo ricordo bene, ero felice che arrivasse il temporale; amo quell’energia dirompente che si prepara a dare il meglio di sé.
Il temporale è una promessa di cambiamento. E io mi fido delle nuvole.

Via dei banchi vecchi

Faccio una passeggiata in centro e la street art cattura il mio sguardo affamato. Attraverso campo dei fiori lentamente, andare a zigzag per i vicoli è una mia specialità.

Ecco a destra incontro la bellezza. Eccola per voi

Un angolo romantico. In teoria.

Roma non è un solo un luogo sorprendente. Roma è un’esperienza d’arte continua.

E la luna bussó

scatti fatti senza cura.

Per sfuggire ai pensieri del passato ho alzato gli occhi al cielo e l’ho vista, lei spettatrice involontaria di ansie umane, di passi incerti e di emozioni scadute: la luna.

Ho camminato velocemente per stancare il corpo tanto da aver bisogno di spostare l’attenzione dalla mente al respiro, ai muscoli, al calore del sole. Dal passato al presente si passa camminando, un passo dopo l’altro, tra turisti stanchi, carichi di bellezza.

Non voglio pensare a ciò che è stato. Voglio solo un futuro prossimo e un presente. Uno spicchio di tempo minimo, minimalista e monocromo come la luna.

Alicé

 

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Cammino per l’Esquilino con un vecchio amico , gli ho appena mostrato la basilica di S. Prassede poi la porta magica di piazza Vittorio. Stiamo andando a vedere l’acquario romano . È una passeggiata dalle mille sfaccettature. Mi accorgo di questa meraviglia di Alicé , gliela mostro con entusiasmo. Siamo passati attraverso la storia e io mi sento bene qui tra gente di tutto il mondo e con gli occhi catturati da un dettaglio di bellezza contemporanea.

Non ti consiglierei come guida, mi dice.

Resto basita perché gli avevo chiesto come volesse passare quelle ore che avevamo per noi e mi aveva risposto” Fai tu”.

Sognare

Mi hanno chiesto cosa amassi della vita e io non ho avuto dubbi.

Amo dormire per poter sognare.

Amo sognare.

Amo svegliarmi e ricordare un sogno.

Mi basta ricordarne dei piccoli frammenti per essere felice tutto il giorno.

Stanotte ho sognato.

Ho sognato che mi veniva rivelato cosa succede certe notti in cui l’anima esce dal corpo per svolgere un compito fuori. L’ho vista uscire dal mio e ho il visto me dormire profondamente. La mente continuava a lavorare nel sonno come un capitano coraggioso. La mia mente, in effetti, fa un gran lavoro con la confusione che faccio durante il giorno. Sono così disordinata!

Poi null’altro, forse ho visto, forse no.

E l’anima dove va? Che compito ha? Non lo so. Non ho fretta di sapere.

Assomiglia ad una goccia d’acqua iridescente e si comporta come una bolla di sapone.

Ne avevo vista una tanto tempo fa.

Sto sognando ad occhi aperti ora.

Buona domenica schiacciatori di tasti.

L.