Ricordo

Era il 24 marzo 2016.
Ho camminato molto quel giorno. Mi piace sentirmi una turista nella mia città. Cammino e osservo. Sguardi meravigliati e sguardi disattenti sotto lo stesso cielo.
C’era un cielo inquieto in quel primo pomeriggio di marzo e molti passi si fecero veloci in pochi istanti.
Io, lo ricordo bene, ero felice che arrivasse il temporale; amo quell’energia dirompente che si prepara a dare il meglio di sé.
Il temporale è una promessa di cambiamento. E io mi fido delle nuvole.

Via dei banchi vecchi

Faccio una passeggiata in centro e la street art cattura il mio sguardo affamato. Attraverso campo dei fiori lentamente, andare a zigzag per i vicoli è una mia specialità.

Ecco a destra incontro la bellezza. Eccola per voi

Un angolo romantico. In teoria.

Roma non è un solo un luogo sorprendente. Roma è un’esperienza d’arte continua.

E la luna bussó

scatti fatti senza cura.

Per sfuggire ai pensieri del passato ho alzato gli occhi al cielo e l’ho vista, lei spettatrice involontaria di ansie umane, di passi incerti e di emozioni scadute: la luna.

Ho camminato velocemente per stancare il corpo tanto da aver bisogno di spostare l’attenzione dalla mente al respiro, ai muscoli, al calore del sole. Dal passato al presente si passa camminando, un passo dopo l’altro, tra turisti stanchi, carichi di bellezza.

Non voglio pensare a ciò che è stato. Voglio solo un futuro prossimo e un presente. Uno spicchio di tempo minimo, minimalista e monocromo come la luna.

Alicé

 

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Cammino per l’Esquilino con un vecchio amico , gli ho appena mostrato la basilica di S. Prassede poi la porta magica di piazza Vittorio. Stiamo andando a vedere l’acquario romano . È una passeggiata dalle mille sfaccettature. Mi accorgo di questa meraviglia di Alicé , gliela mostro con entusiasmo. Siamo passati attraverso la storia e io mi sento bene qui tra gente di tutto il mondo e con gli occhi catturati da un dettaglio di bellezza contemporanea.

Non ti consiglierei come guida, mi dice.

Resto basita perché gli avevo chiesto come volesse passare quelle ore che avevamo per noi e mi aveva risposto” Fai tu”.