E la luna bussó

scatti fatti senza cura.

Per sfuggire ai pensieri del passato ho alzato gli occhi al cielo e l’ho vista, lei spettatrice involontaria di ansie umane, di passi incerti e di emozioni scadute: la luna.

Ho camminato velocemente per stancare il corpo tanto da aver bisogno di spostare l’attenzione dalla mente al respiro, ai muscoli, al calore del sole. Dal passato al presente si passa camminando, un passo dopo l’altro, tra turisti stanchi, carichi di bellezza.

Non voglio pensare a ciò che è stato. Voglio solo un futuro prossimo e un presente. Uno spicchio di tempo minimo, minimalista e monocromo come la luna.

Alicé

 

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Cammino per l’Esquilino con un vecchio amico , gli ho appena mostrato la basilica di S. Prassede poi la porta magica di piazza Vittorio. Stiamo andando a vedere l’acquario romano . È una passeggiata dalle mille sfaccettature. Mi accorgo di questa meraviglia di Alicé , gliela mostro con entusiasmo. Siamo passati attraverso la storia e io mi sento bene qui tra gente di tutto il mondo e con gli occhi catturati da un dettaglio di bellezza contemporanea.

Non ti consiglierei come guida, mi dice.

Resto basita perché gli avevo chiesto come volesse passare quelle ore che avevamo per noi e mi aveva risposto” Fai tu”.

Dettagli d’arte

 

La notte s’avvicina. Installazione di Fabrizio Cicero.

L’ho fotografato così,  in bianco e nero.

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e a colori mentre le luci si spengono.

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dalla cartella stampa:                                                                                                                               Sette comete composte da lampadine a incandescenza atterrano al suolo, corrompono l’idillio festivo quasi giungendo a minare l’integrità fisica e spirituale dello spazio circostante. Mucchi di terra smossa emergono dal marmo divelto, le luci della festa invadono l’atmosfera densa di sacralità. Le comete, perturbazioni del moto costante dei cieli, perpetuano il proprio ruolo di  annunciare cambiamenti, catastrofici o salvifici come nella tradizione messianica. Stelle come fari proiettati nell’inconscio, emblema della lotta tra luce e tenebre, del conflitto tra spirito e materia. La loro luce è coscienza che rivela, manifesta, suscita l’immaginazione.

Nella Sala Santa Rita , Via Montanara (ad. Piazza Campitelli),Roma                             Curatrice: Lori Adragna                                                                                                                     ingresso gratuito fino al 17 dicembre

cartella stampa

riflesso

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resto fuori dalla teca che protegge l’ara pacis
il mio riflesso si nasconde tra le stratificazioni del tempo e dello spazio

presso la mia ara pacis , mai onorata,

non aspetterò oltre.

I stand  out of the glass case that protects the Ara Pacis
my reflection is hidden between the layers of time and space

At my Ara Pacis, never honored,

I will not wait for more.

L.